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25/12/2004 - LA NASCITA DEL TURISMO A LIVIGNO

STORIA

 

LA NASCITA DEL TURISMO A LIVIGNO

 

L’apertura invernale del Passo del Foscagno, negli anni ’50, ha dato il via al turismo: la zona extra-doganale, la bellezza della natura e le strutture sportive e ricettive hanno fatto il resto

 

 

LIVIGNO. Come si è reso possibile lo sviluppo così rapido del turismo a Livigno, visto che fino agli anni ‘50 l’inverno era sinonimo d’isolamento? In quale epoca il turismo si è affacciato tra montagne così lontane e quando si è trasformato in business?

Proviamo a rispondere: il turismo comparve a Livigno verso la fine dell’800, con lo sviluppo del commercio al minuto, la ristorazione e gli alberghi. L’inaugurazione della pensione Alpina - nel 1880 - testimoniò l’incremento dell’afflusso di persone provenienti da fuori, un afflusso che comprendeva non solo uomini d’affari ma anche curiosi alla scoperta delle Alpi. La vicina Engadina era la meta prediletta dall’aristocrazia europea, e si fregiò in pochi decenni di alberghi e pensioni lussuose. Bormio ampliò gli impianti termali e delle acque terapeutiche godevano tedeschi e, in numero limitato, anche americani, danesi e spagnoli. Livigno, invece, seguì lo sviluppo da una certa distanza, anche se vi furono il miglioramento del terziario, l’incremento dei redditi e l’espansione dell’artigianato.

L’afflusso dei visitatori aumentò all’inizio del ‘900, grazie all’attrattiva dello speciale regime doganale, anche se gli esercizi commerciali erano “solo” sedici. Il cambiamento radicale per Livigno, però, si ebbe negli anni ‘50, con l’inaugurazione del passo del Foscagno. Prima di quella data non era possibile transitare i monti in inverno se non con gli sci, e occorreva aspettare che la neve si sciogliesse, a maggio, per varcare il passo con l’automobile o la corriera.

Con l’apertura del valico anche in inverno, Livigno si affacciò al mondo. La fine dell’isolamento portò al completo sfruttamento della natura e della zona extra doganale. Ecco da dove nacque il turismo: da una strada, tortuosa e levigata dalla bufera, una strada che era il mondo. Così, dagli anni ‘60 in poi iniziò l’era del turismo di massa. Il boom coincise con il “miracolo italiano”, gli alberghi raddoppiarono, nacquero i primi due skilift e tutto era in arrivo. Oggi il tutto è arrivato e sappiamo bene quali sono le potenzialità ricettive di Livigno, la convenienza dello shopping, le bellezze delle piste e la modernità degli impianti di risalita.

Una strada ha portato il mondo a Livigno. E Livigno, da qualche anno, è la migliore località turistica della Valtellina, presa come esempio anche da chi il turismo l’ha visto nascere secoli prima.

 

(13 dicembre 2004; © www.livigno.cx)