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25/04/2005 - 60 ANNI DALLA LIBERAZIONE

60 ANNI DALLA LIBERAZIONE

 

Il 25 aprile del 1945 è la data della Liberazione dal regime nazi-fascista. In quei mesi la Valtellina fu più volte proposta dai fascisti come roccaforte per una difesa estrema della Repubblica di Salò

 

 

LIVIGNO. Ricorre oggi, 25 aprile, il sessantesimo anniversario della Liberazione dal regime nazi-fascista.

Poco conosciuti sono i progetti dei fascisti che consideravano la Valtellina terreno ideale di un’estrema resistenza prima dell’arrivo al nord degli Alleati. Nel settembre del ‘44 Pavolini, segretario del Partito Fascista, inviò a Mussolini una lettera in cui diceva “di arroccarsi con le camice nere, le armi e il governo in una zona difendibile quale la Provincia di Sondrio, nella deprecata eventualità di una completa invasione del territorio della Repubblica”. A questo scopo Mussolini costituì uno speciale organismo per lo studio del problema, ma esso sfociò solo in qualche progetto cartaceo. E il 16 aprile del ’45, quando Mussolini partì dal Garda con i suoi uomini e un reparto SS di scorta per dirigersi a Milano, ancora si affacciò tra i fascisti l’idea che in caso di trappole (per l’insurrezione partigiana e l’avvicinarsi degli Alleati), da lì era facile aprirsi una strada verso la Valtellina.

Il 25 aprile, Mussolini fu convocato dall’arcivescovo di Milano Schuster (che intendeva mediare con il Duce, i tedeschi e i partigiani la resa incondizionata); Mussolini spiegò all’arcivescovo il progetto di sciogliere l’esercito e la Guardia Nazionale e ritirarsi con tremila fedelissimi in Valtellina, per resistere ancora un po’ e poi arrendersi. Ma quel 25 aprile il Duce, ormai svuotato quasi avesse un desiderio inconscio di autodistruzione, non tentò l’azione armata verso la Valtellina e decise di non asserragliarsi a difesa fino all’arrivo degli Alleati. Due giorni dopo, il 27 aprile, Mussolini fu catturato dai partigiani e il 28 fu fucilato con Claretta Petacci in Provincia di Como.

 

(25 aprile 2005; © www.livigno.cx)

(Fonte: “Storia d’Italia 1943-1948”, di Indro Montanelli)